LIBRO D’ORO DELLA NOBILTA’ MELITENSE  
Sovrano Militare Ordine di Malta S.M.O.M.

TITOLI PONTIFICI




La Santa Sede non riconosce sul suo territorio i titoli nobiliari emanati dall'Ordine di Malta, dato che la Santa Sede (stato monarchico assoluto) per la materia nobiliare ha i suoi Tribunali ecclesiastici.

Pur essendo l’Ordine di Malta un ente primario di diritto internazionale, come ordine religioso fin dal 1113, è in realtà subalterno alla Santa Sede, e al Gran maestro la Chiesa attribuisce il rango di cardinale.

Il Vaticano nel 1953 ha affermato che l'Ordine ha una sovranità solo funzionale, poiché privo di territorio (come da nota ufficiale già emanata due anni prima).

Interrogata riguardo al proprio atteggiamento nei confronti di ordini equestri dedicati a santi o aventi intitolazioni sacre, ha confermato nel 2002 con una nota autorizzata dalla segreteria di Stato che: "La Santa Sede, oltre i propri ordini equestri, riconosce e tutela solo due ordini cavallereschi: il Sovrano militare ordine di Malta – ovvero Sovrano militare ordine ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta – e l'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme", che ha la precedenza in Vaticano, come sancito dalla bolla In supremo militantis Ecclesiae di papa Benedetto XIV (1746), emessa prima della rifondazione dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme da parte di papa Pio IX (1847), nella quale il papa stabilisce la precedenza dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme su tutti gli altri ad eccezione di quello dello Speron d'oro.

Per la chiesa cattolica, lo SMOM, secondo il Diritto canonico è un Ordine religioso laicale.



I titoli nobiliari Pontifici vengono ancora oggi emanati attraverso certificazioni della Santa Sede.

Sono considerate nobili le seguenti categorie:



1-Famiglie che diedero Papi alla Chiesa Cattolica Romana.


2-Famiglie nobilitate dai Sommi Pontefici nel corso dei secoli, con motu proprio, bolla pontificia, o breve pontificio.


3-Famiglie che ricevettero l'Ordine della Milizia Aurata o Speron d'Oro, in anni anteriori al 1841, quando tale milizia equestre era ancora il Titolo di rango e nobilitazione della Santa Sede, ovvero conferito su prove di nobiltà e conferente la nobiltà ereditaria.


4-Famiglie facenti parte del Corpo della Guardia Nobile Pontificia, fino alla riforma di Paolo VI del 1968.


5-Famiglie nobili ricevute tra i cavalieri dell'Ordine Piano.


6-Famiglie nobili facenti parte del Corpo dei Gentiluomini di Sua Santità.


7-Famiglie nobili facenti parte del Corpo dei Parafrenieri Pontifici-Sediari Pontifici di Sua Santità.


8-Famiglie che hanno avuto un riconoscimento nobiliare dal tribunale ecclesiastico.



Ad esempio la bolla pontificia o bolla papale (in latino bulla apostolica o bulla pontificalis o anche bulla papalis) è una comunicazione ufficiale in forma scritta emanata dalla Curia romana con il sigillo del Papa.

Il termine deriva dal latino bulla che fa riferimento all'aspetto del sigillo ed era usato, già prima del XV secolo, per descrivere ogni decreto (forma solenne) o lettera (forma semplice) che fosse stato emanato dal pontefice. A differenza dell'enciclica, che è rivolta all'intera comunità dei fedeli, la bolla ha un solo destinatario.

Storia

La sua produzione prende avvio progressivamente nel periodo tardo antico e nell'Alto Medioevo, ma s'intensifica poi in maniera esplosiva nei secoli XIVXV.

Nel tardo XV secolo il termine diviene di uso ufficiale e viene istituito il "Registro delle bolle" (in latino, Registrum bullarum).

Caratteristiche

Il testo della bolla poteva iniziare con un solo rigo redatto a grandi lettere (litterae elongatae). In esso in genere sono contenuti due elementi: il nome del Papa (senza il numerale: quindi Pius e non Pius IX), il titolo del Papa, episcopus (vescovo) seguito dalla formula humilitatis che suona servus servorum Dei (servo dei servi di Dio").

La prima frase (l'incipit), spesso una citazione biblica, in tempi recenti ha spesso indicato il documento stesso (come esempio, di un'enciclica, citiamo: Rerum novarum). Il corpo del testo non aveva alcun formato speciale e spesso aveva un'impostazione molto semplice. La parte conclusiva conteneva in genere una datatio in cui venivano indicati il luogo in cui il documento era stato scritto, il giorno, il mese e l'anno del pontificato del papa. Seguivano le firme ed infine il sigillo.

Il papa, per le bolle più solenni, usava firmare (almeno in parte) il documento di proprio pugno: in questo caso allora veniva usata la formula Ego [nome] Catholicae Ecclesiae Episcopus ("Io, [nome] Vescovo della Chiesa cattolica"). Alla firma del papa in questo caso seguivano alcuni segni di corroborazione (rota e benevalete), le firme dei testimoni e poi in ultimo il sigillo. Attualmente, un membro della Curia romana firma il documento a nome del Papa, in genere il Cardinal Segretario di Stato.

Contenuto

In termini di contenuti, la bolla è semplicemente il formato in cui si presenta un decreto papale; può contenere qualsiasi argomento, ed infatti molte così erano e sono, inclusi decreti statutari, nomine di vescovi, dispense, scomuniche, costituzioni apostoliche, canonizzazioni e convocazioni.

La bolla era il formato di lettera esclusivo della Santa Sede fino al XV secolo, quando cominciò ad apparire il breve apostolico, il documento meno solenne che era autenticato da uno stampo di cera (attualmente uno stampo di inchiostro rosso) raffigurante l'anello del pescatore. Non vi è mai stata una distinzione esatta tra la bolla e il breve, oggigiorno però la maggior parte delle lettere, incluse le encicliche papali, sono emanate come brevi.

Attualmente, la bolla è una comunicazione scritta in cui il papa si definisce episcopus servus servorum Dei.



Sigillo

La caratteristica più peculiare della bolla era il sigillo metallico, la bulla il cui termine è poi passato ad indicare l'intero documento. Si ritiene che il primo papa ad usare sigilli metallici sui documenti papali fu Adeodato I (615-618).

Il sigillo era generalmente di piombo, ma in occasioni molto solenni veniva usato l'oro. Il sigillo rappresentava i fondatori della Chiesa di Roma, gli apostoli Pietro e Paolo, identificati. Il nome del papa che emanava la bolla veniva scritto nel retro. Il sigillo veniva applicato al documento o mediante cordicelle di canapa (nel caso si trattasse di lettere di giustizia ed esecutorie) oppure seta rossa e gialla (nel caso di lettere di grazia) annodate attraverso piccole aperture nel documento stesso.

Fin dal tardo XVIII secolo il sigillo di piombo è stato sostituito da un timbro di inchiostro rosso dei Santi Pietro e Paolo con il nome del papa regnante circondante l'immagine, anche se lettere molto formali, quali per esempio la bolla di Giovanni XXIII che convocava il Concilio Vaticano II, ancora portano il sigillo di piombo.

Si sono conservate bolle papali in forma originale solo posteriori all'XI secolo, quando avvenne la transizione dal fragile papiro alle più durature pergamene. Non è stata rinvenuta integra in originale nessuna bolla precedente l'819, ma si sono conservati alcuni sigilli originali di piombo risalenti al VI secolo.







Bolla Papale in pergamena manoscritta di Papa Pio VII con sigillo in piombo – 1809.





Breve Pontificio di Papa Gregorio XVI



L'espressione breve per i documenti anteriori al 1400 è anacronistica, poiché in epoca precedente ci si riferiva sempre alla bolla; quest'ultima era distinguibile anche per la sigillatura praticata con il piombo o l'oro (sigillo pendente) anziché con la cera rossa (sigillo aderente anulus piscatoris) protetta da una treccina di pergamena o da piccole teche di latta. La forma del breve prevede un'intestazione con il nome del pontefice scrivente, ad esempio "PIUS PP III", e viene omesso il titolo d'umiltà Servus servorum Dei che compare nelle bolle. Segue all'intestazione la formula fissa Ad perpetuam rei memoriam, che sancisce il carattere documentale, che può essere ribadito da una formula in chiusura, del tipo Quae vero per has Litteras decrevimus nunc et in posterum rata esse volumus, contrariis quibuslibet rebus minime obstantibus, con più esplicito riferimento agli effetti che il documento produce nel futuro ed esclusione di obiezioni fondate su documenti precedenti. Il breve prevede, a differenza della bolla, un saluto diretto al destinatario, ad esempio Dilecte fili o Carissime in Christo fili, che varia a seconda della dignità del destinatario. Il breve si chiude con una formula fissa, che fa menzione del sigillo. ad esempio: Datum Romae apud Sanctum Petrum, sub annulo Piscatoris die V Martii, MDLXXXXI, pont. nostri anno primo. Una differenza che si può osservare rispetto alla bolla è che la data non è espressa secondo il calendario romano antico, ma nella forma corrente, con il giorno del mese.

Originariamente l'impiego della forma di un breve o di una bolla era determinato soprattutto dalla dignità del destinatario e non dalla materia trattata. Ad esempio, i documenti con cui i papi erigevano nuove diocesi erano redatti in forma di bolla se la diocesi era in un regno cattolico o in forma di breve se le diocesi erano in altri stati. Nel XX secolo è invece prevalso un uso diverso, in cui il breve viene usato per il medesimo tipo di provvedimento: un uso tipico del breve ricorre per i documenti che sanciscono la beatificazione e la canonizzazione dei santi.

Storia

Qui di seguito vengono riportati alcuni brevi dei pontefici del XX secolo:

Papa Benedetto XV (1914-1922)

  • Divinum Praeceptum - Con il quale si concede al Seminario Arcivescovile di Buenos Aires il potere di conferire titoli accademici in filosofia e sacra teologia (23 dicembre 1915)

  • Romanorum Pontificum - Con il quale vengono concesse particolari indulgenze ai fedeli che, nell'ambito di specifiche pratiche di pietà, invocheranno da Dio la concordia dei Governanti Cristiani, l'estirpazione delle eresie e la conversione dei peccatori (25 febbraio 1916)

  • Cum Catholicae Ecclesiae - Con il quale si intende agevolare l'unione dei Cristiani d'Oriente alla Chiesa di Roma (15 aprile 1916)

  • Cum Biblia Sacra - Con il quale vengono promulgate le norme che debbono regolare il funzionamento dei tre Istituti di studi biblici operanti in Roma, e i rapporti fra loro intercorrenti (15 agosto 1916)

  • Cum Centesimus - In occasione del primo centenario della fondazione della Milizia Pontificia (22 ottobre 1916)

  • Centesimo Hodie - In occasione del primo centenario della fondazione della Milizia Pontificia con il quale il Pontefice onora il vessillo del Corpo decorandolo di due medaglie d'oro (22 ottobre 1916)

  • Quod Ioannes - Con il quale viene dichiarata Beata la venerabile serva di Dio Anna di San Bartolomeo (10 aprile 1917)

Papa Pio XI (1922-1939)

Papa Pio XII (1939-1958)

  • Il 13 ottobre 1949 il Pontefice sceglie la Beata Vergine Maria del Ghisallo quale Patrona dei Ciclisti.

  • L'11 novembre 1949 sceglie la Virgo Fidelis quale Patrona dell'Arma dei Carabinieri.

  • Il 3 maggio 1957, emana un significativo breve apostolico, con il quale nomina il martire San Sebastiano, patrono dei Vigili Urbani: "Che in Italia sono preposti al mantenimento dell'ordine pubblico".

Papa Paolo VI

  • Il 1º giugno 1977 dichiara la Beata Vergine dell'Almudena principale patrona di Madrid.





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